Barry’s Bootcamp: la prima fitness boutique italiana.

Un nuovo concetto di palestra, un nuovo spazio rivoluzionario per fare fitness. Esercizi di gruppo mirati e uguali per tutti. Abbiamo fatto alcune domande a Giulia Piombini, Revenues Development Manager di Barry’s Bootcamp, la prima fitness boutique italiana.

102: Giulia, quando nasce la tua passione per questo mondo?

Giulia Piombini: Sono sempre stata una persona che ha fatto sport, fin da piccola. Ho lavorato quattro anni nel settore della moda, realizzando successivamente che non era ciò che veramente volevo per il mio futuro. Ho conosciuto Barry’s tramite la mia famiglia circa due anni fa e ho intrapreso il percorso come una normale cliente. Frequentando Barry’s ho capito a quale filosofia di vita puntare: un benessere fisico e mentale allo stesso tempo, vissuto in un luogo stimolante e divertente. Un anno fa ho iniziato con Barry’s un percorso professionale, prima come Marketing Manager e poi come Revenues Development Manager.

102: Barry’s è stato riconosciuto come il miglior workout del mondo. Ci spieghi perché?

GP: Vero, il metodo Barry’s è brevettato ed è riconosciuto come Best Workout in the World. È nato a Los Angeles nel 1998 come workout per le celebrities. Inizialmente, era stato creato per tutte le celebrities hollywoodiane che, per esigenze cinematografiche, avevano la necessità di cambiare la morfologia del proprio corpo in un tempo ristretto. Barry’s, essendo un workout HIIT (high intensity interval training, ndr) permetteva un cambiamento rapido ed in pochissimo tempo. Successivamente è diventato un workout ideale per chiunque e non solo per una nicchia ristretta di persone. Il fenomeno diventa globale in poco tempo e giunge in Italia, a Milano, dove abbiamo aperto la prima Fitness Boutique Barry’s.

102: I Green Day cantavano “Welcome to paradise”. Qui da Barry’s c’è “Welcome to Inferno”. È davvero così?

GP: “Welcome to Inferno” è il motto di Barry’s qui in Italia: ogni Barry’s nel mondo ne ha uno. Come dicevo poco fa, è un workout HIIT quindi non è affatto leggero. È però un workout per tutti, secondo la nostra filosofia. È indicato per un triatleta molto allenato, ma anche per una mamma; per una una ragazzina o un ragazzo al tempo stesso. Si bruciano dalle 700 alle 1000 calorie in 60 minuti, sempre nel rispetto dei limiti che il proprio fisico impone.

102: L’ intensità del vostro allenamento è paragonato a quello dei Marines americani. Prima di arrivare pensavo di trovare una situazione tipo Full Metal Jacket. Poi il vostro claim “Workout hard and be nice to people” ci ha chiarito tutto. Quanto conta il binomio fatica/divertimento?

GP: Questo binomio è tutto. “Workout hard and be nice to people” è un altro nostro motto, perché noi siamo una community e il nostro obiettivo è quello di creare un’atmosfera ideale per chiunque. All’interno della Red Room siamo tutti uguali e facciamo solo ed esclusivamente classi di gruppo proprio con lo scopo di incrementare questa community, che è quasi una famiglia. Quasi non ci si accorge che stia passando un’ora di allenamento: se si facesse solo fatica, questi 60 minuti parrebbero interminabili; divertendosi, passano con molta facilità. Questo format non è riproducibile all’esterno di Barry’s ed è un’esperienza unica che solo noi siamo in grado di offrire.

102: Parliamo del senso di community che crea uno spazio come Barry’s. Ci hai parlato di famiglia: è forse questa la nuova frontiera del fitness?

GP: A mio avviso, la nuova frontiera del fitness è che la Fitness Boutique. E Barry’s è una Fitness Boutique in tutto e per tutto. Non siamo una palestra convenzionale, ci solo solo classi di gruppo e non esiste il workout individuale; non c’è la possibilità di isolarsi utilizzando degli Air Pods durante l’allenamento, perché il trainer è coadiuvato da una musica a volume molto alto e dalle luci studiate per avere un forte impatto emotivo. Questa è la nuova frontiera: creare boutique specializzate in un determinato tipo di allenamento e servizio. Il concetto di community e famiglia è fondamentale: ci sono molti studi Barry’s nel mondo, ormai sono una cinquantina. Abbiamo una clientela globale, che ha la possibilità di partecipare a classi in tutto il mondo: le classi sono le medesime, in modo tale che chiunque possa sentirsi a “casa”.

102: Il vostro allenamento si basa sulla motivazione. In fondo fare fitness significa anche incoraggiarsi a vicenda. Credi davvero sia questa la chiave del miglioramento psicofisico?

GP: Si. Quando si entra della Red Room si partecipa sia con il corpo che con la mente. Il fatto che non si sia soli, spinge a migliorarsi sempre di più. Una competizione che però non è contro gli altri, ma contro i propri limiti. Inoltre, tra i partecipanti si creano delle relazioni che vanno oltre l’esperienza di fitness e che si possono trasportare anche all’esterno dell’ora di allenamento.

102: Il concetto di fitness che Barry’s propone è una sorta di rivoluzione nel campo del workout. Spiegaci come questo nuovo modello di business incontra la domanda e i nuovi bisogni.

GP: Il consumatore del giorno d’oggi non è più un consumatore statico, ma estremamente dinamico. L’offerta di un servizio identico in varie parti del mondo, fedele alla brand identity di Barry’s nata negli Stati Uniti e riconoscibile ovunque, unitamente alla riconosciuta efficacia di questo metodo - ogni giorno si allena una zona muscolare diversa; venerdì, sabato e domenica si conclude con un total body - da la possibilità a chiunque di “ricostruire” il proprio training in qualsiasi luogo ci si trovi. Ecco come domanda e offerta s’incontrano da noi. È un allenamento efficiente, dura un’ora, non ci sono abbonamenti, è un pay-per-use: ogni cliente può comprare classi singole o pacchetti di classi se lo ritiene più conveniente. Non esiste fee annuale, basta registrarsi dal sito e poi da iscriversi alle classi scelte. Tutto intuitivo, facile e veloce. Offriamo un servizio a 360 gradi: dall’acqua, al merchandising, al Fuel Bar con shake proteici post-workout, agli asciugamani in Red Room fino addirittura ad un servizio lavanderia per i nostri clienti.

102: Quali sono, secondo te, i fattori di successo di Barry’s Bootcamp?

GP: Ci sono diversi punti di vista. Dal punto di vista del workout, il fattore di successo è che non si smette mai di vedere il risultato, il corpo percepisce sempre di aver lavorato in maniera corretta. Abbiamo altresì molti trainer ed ognuno offre un’esperienza di allenamento diversa: è vero che il format è sempre lo stesso, ma il workout viene deciso giorno per giorno e quindi non si sa mai quello che succederà nella nuova session. Dal punti di vista del concept invece, la chiave vincente è l’awareness che il brand ormai possiede. È posizionato come un brand ispirazionale per qualsiasi cliente: sia esso una giovane studentessa universitaria, un’ influencer o un manager affermato. Il target è vario e si conosce gente che magari non si riuscirebbe a conoscere altrove.

102: Dal 1998 Barry’s non mai smesso di crescere. Oggi il brand si posiziona nella fascia medio/alta del mercato generando feeling positivi in termini sia di awareness che di servizio venduto. Quali sono gli obiettivi futuri?

GP: Gli obiettivi futuri sono tanti. Ora in Italia abbiamo un Barry’s a Milano, ma puntiamo a creare una rete più ampia. Apriremo uno studio a Parigi a maggio. Vogliamo creare un insieme di strutture in modo da garantire un servizio capillare e ben distribuito. L’obiettivo di Barry’s in generale è quello di essere costantemente aggiornato a livello di tecnologie e di varietà e tecnica dei workout.