Blockchain: come cambia la nostra vita?

Molti parlano della tecnologia Blockchain, ma pochi sanno che si tratta di un registro pubblico che contiene dei blocchi di informazione. L’applicazione più nota della tecnologia Blockchain sono le criptovalute, ossia valute digitali, come il Bitcoin, estremamente volatili e alternative alle valute tradizionali per i pagamenti.  Ma la tecnologia Blockchain può essere applicata a innumerevoli settori, che influiscono sulla vita di tutti, e non solo su chi ci specula.

Le applicazioni della blockchain

Al di là delle criptovalute, la blockchain è alla base degli smart contract, che potranno automatizzare i processi di pagamento e mitigare i rischi sia per chi compra, che per chi vende. Borsa Italiana e Ibm hanno lanciato una dematerializzazione dei certificati azionari, che ad oggi sono ancora cartacei. Lato assicurazioni, Axa attraverso la piattaforma blockchain di Ethereum ha sviluppato Fizzy, un servizio che rimborsa in automatico i clienti in caso di ritardo di un volo superiore alle 2 ore. 

Hanno un impatto più quotidiano le applicazioni nel settore agroalimentare. Nel settore vitivinicolo, la blockchain è utilizzata per tracciare il vino da produttori come cantine Volpone, Casa Girelli, Ruffino, Ricci Curbastro, Torrevento. La Torrefazione Caffè San Domenicoin collaborazione con la startup Foodchain, ha testato una soluzione blockchain per consentire il tracking lungo la filiera alimentare del caffè. Nel settore della grande distribuzione, la francese Carrefourè stata la prima azienda a usare la blockchain per tracciare la filiera di arance, limoni e pollo. L’italiana Barilla la sta sperimentando per tracciare il basilico che utilizza per produrre il pesto. La startup pOsti invece applica la tracciabilità alle ricette, focalizzandosi su una informazione sola (“killer information”): per esempio, nel caso della ricetta dell’aragosta alla catalana, ha tracciato la provenienza del crostaceo.

La blockchain è applicata anche nel settore sportivo: per esempio la Juventus ha appena lanciato una piattaforma blockchain in partnership con Socios.com, dove i tifosi possono interagire con la squadra in modo certificato.

Nel settore del lusso, Lvmh ha lanciato un’iniziativa blockchain per garantire l’autenticità dei prodotti a marchio Vuitton, che presto potrebbe essere estesa agli altri marchi del gruppo. Nell’arte, la blockchain permette di certificare la data creazione di un’opera e sua circolazione tra i collezionisti, anche garantendo il loro anonimato.

Queste sono solo alcune delle applicazioni della blockchain oggi. E in futuro?

Sempre per quanto riguarda l’auto, potremmo trovare più facilmente le informazioni che la riguardano, grazie al fascicolo digitale del veicolo che l’Aci sta progettando con la società di consulenza EY. Potremmo anche farci identificare digitalmente, con un codice alfanumerico che sostituisce la nostra firma e un notaio che accerta la nostra identità e la consolida. Potremmo anche stipulare contratti in modo più semplice: basterebbe scaricare da internet uno smart contract, personalizzarlo e inserirlo in una blockchain, senza il bisogno di un intermediario che lo rediga e in modo programmabile. 

Con la blockchain, potremmo anche smettere di andare dal medico o in ospedale con un malloppo di scartoffie, di esami e referti: le tecnologie blockchain per loro natura possono gestire la presenza e l’interazione di diverse informazioni provenienti da diverse strutture (ospedali, laboratori analisi, medico ecc).

Grazie alla blockchain, potremmo votare anche elettronicamente in modo sicuro.

I lavoratori digitali e le partite Iva potrebbero registrare sulla blockchain i loro contenuti o prodotti (video, foto, testi ecc), impedendone il furto e tutelando il diritto d’autore. Chi compra prodotti finanziari, potrebbe evitare di pagare le commissioni di transazione, in quanto la blockchain sostituirebbe gli intermediari che normalmente le realizzano. La sgr AcomeA, la piattaforma fintech Fabrick e l’infrastruttura internazionale per la distribuzione di fondi Fundsquare stanno già testando con successo la blockchain per distribuire i fondi comuni.

Infine, se le criptovalute si diffondessero come sistema di pagamenti alternativo, potrebbero essere utilizzate anche dai privati cittadini per i loro pagamenti nei negozi. Siete pronti?