Fintech: Come sta cambiando la finanza

La tecnologia digitale ha rivoluzionato interi settori: si pensi al settore alberghiero e musicale. 
Ora sta investendo uno dei settori più tradizionali che esista: quello finanziario.
Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e quale potrebbe essere il suo impatto sul settore finanziario.

Cos'è il fintech

Il nome fintech nasce dall’unione dei termini financial e technology e indica il cambiamento dell’industria finanziaria innescato dal digitale. Il web e le nuove tecnologie applicate alla finanza permettono infatti di snellire i tradizionali processi bancari e offrire servizi più veloci e personalizzati, mettendo al centro il cliente.

Secondo uno studio di KPMG e H2 Ventures sulle prime 100 startup fintech a livello mondiale, prevalgono quelle di prestiti tra privati (37%), seguite da quelle dei pagamenti (21%) e insurtech, dove la tecnologia è applicata al settore assicurativo (14%).

Fanno parte del settore fintech sia imprese nuove (startup) che alcuni grandi gruppi tecnologici. Entrambe erogano uno specifico servizio finanziario, per cui potrebbero trovarsi in concorrenza rispetto alle società finanziarie tradizionali, come banche e assicurazioni. Queste ultime temono in particolare le GAFA (Google, Amazon, Facebook ed Apple), entrate nel settore finanziario, grazie rispettivamente a Google Wallet, alla carta di credito Amazon Prime, ai pagamenti tra privati (peer-to-peer) di Facebook e ad Apple Pay. Le GAFA sono veloci e offrono una ottima user experience ai loro clienti, che oltretutto conoscono bene, forti di una enorme mole di dati su di loro raccolti nel tempo. 

NetConsulting Cube e PwC hanno stimato investimenti per 25 miliardi di dollari nelle startup fintech a livello mondiale nel 2016. I maggiori capitali sono stati raccolti in America e Asia. A livello europeo, Londra è la capitale del fintech, ma gli investimenti stanno rallentando per l’incertezza legata alla Brexit, a favore di nuovi ecosistemi in Francia, Paesi Scandinavi e Israele. E in Italia?

Il fintech in Italia

Secondo i dati di NetConsulting Cube e PwC, sono 235 le startup innovative che operano nel fintech in Italia. Nel 2017, sono stati raccolti circa 30 milioni di euro di finanziamenti.

Tra le startup fintech, la maggior parte offre servizi di crowdfunding (31), seguite da servizi di wealth management (21) e da quelle che operano nel business dei pagamenti (18).

Milano è la città migliore dove avviare una startup tecnologica, grazie ai numerosi hub a sostegno delle aziende innovative, alla sede di Borsa Italiana, alle numerose società tecnologiche all’ombra della Madonnina quali Google, Cisco, Microsoft e Facebook. Nella città è stato inoltre inaugurato nel settembre 2017 il Fintech District, un distretto che punta alla creazione di un ecosistema per l'abilitazione di nuove competenze e modelli di business. Ciononostante, la classifica di KPMG sulle 100 principali società fintech ancora non comprende fintech italiane.

L’impatto del fintech sulla finanza

Secondo uno studio di PwC del 2018, il fintech avrà un impatto maggiore sui settori consumer banking, pagamenti, investimenti e wealth management.

In particolare, il settore degli investimenti e del wealth management subisce la concorrenza dei robo-advisor, ossia piattaforme online basate su algoritmi che consentono di erogare un servizio automatizzato di pianificazione dei portafogli d’investimento, a un costo più contenuto rispetto a una gestione tradizionale che fa perno su un wealth manager/private banker/consulente finanziario.

Le aziende del BigTech hanno alzato l’asticella delle aspettative dei clienti di convenienza e personalizzazione di un prodotto e servizio, oltre che di semplicità e rapidità di acquisto: pensate all’acquisto con un solo click che si può effettuare su Amazon. Questo ha messo sotto pressione le imprese di tutti i settori, ivi comprese quelle finanziarie.

Le aziende del settore fintech contribuiscono a colmare il divario tra la domanda dei clienti e l’offerta attuale delle società finanziarie, mettendo al centro il cliente e offrendo una migliore user experience in termini di personalizzazione, velocità di risposta e rilevanza.

Inoltre, grazie ai numerosi dati sui clienti in loro possesso, sono in grado di offrire in modo semplice, veloce e nei tempi giusti le offerte di prodotti o servizi di cui i clienti potrebbero avere bisogno in un certo momento.

Nonostante questi vantaggi rispetto alle società finanziarie tradizionali, le fintech non puntano a soppiantarle. Secondo la World Fintech Report Survey 2018 di Capgemini, Linkedin. Efma e MaRS, il 75% delle aziende fintech punta a collaborare con le società finanziarie tradizionali. Il futuro è nella collaborazione tra queste due realtà (fintegration), a beneficio del clienti.