I club privati più esclusivi del mondo

Sono lussuosi ed estremamente discreti: con molta probabilità non ne avete mai sentito parlare. Solitamente la norma prevede che vi si possa accedere solo se presentati da uno o più soci già affiliati. Hanno quote d’iscrizione una tantum molto elevate e fee annuali che spaziano da cifre importanti a cifre da capogiro. Varchiamo la soglia dei club privati più esclusivi del mondo, curiosando tra i loro arredi senza tempo, facendoci ammaliare dai nomi celebri che li frequentano e dall’eleganza dei loro spazi più o meno comuni.

Yellowstone Club, Big Sky (MT)

Questo club è in realtà una comunità residenziale privata tra le Montagne Rocciose del Montana. S’estende per 15mila acri. All’interno troverete anche un campo da golf a 18 buche progettato da Tom Weiskopf e quasi 3mila acri di piste da sci per la stagione invernale. Questo strabiliante complesso garantisce ai propri membri esclusività, lusso e privacy. È stato fondato nel 2001 da Tim Blixseth e dalla sua ex moglie Edra; fu poi acquistato nel 2009 da Samuel T. Byrne, co-founder e managing partner di CrossHarbor Capital Partners, società di investimento americana con base a Boston. Tra i membri del club si annoverano: Tom Brady e Gisele Bündchen, Justin Timberlake e Jessica Biel, Bill e Melinda Gates e l’ex CEO di Google Eric Schmidt. Quota d’iscrizione 400mila dollari, fee annuale 44mila dollari. E non basta: bisogna anche acquistare un immobile nel complesso, i cui prezzi oscillano tra i 2 e i 25 milioni di dollari.

Duquesne Club, Pittsburgh

Fondato nel 1873 a Pittsburgh, in Pennsylvania, il Duquesne Club accetta nuovi membri solo su invito di coloro che sono già soci e richiede il pagamento di 10mila dollari al momento dell’iscrizione e 4mila per rinnovare la fee annuale. È da sempre considerato uno dei city club più esclusivi d’America e tra i suoi ospiti si “nascondono” anche gli ex presidenti Bill Clinton e Ronald Reagan. Una volta entrati a far parte della ristretta cerchia di questo club elitario, si può avere accesso a strutture sportive e sanitarie d’elite, ad eventi culturali privati e si ha la possibilità di entrare in contatto con personalità altamente influenti del business mondiale.

Core Club, New York

Fondato nel 2005 da Jennie Enterprise, il Core è un piccolo paradiso nel cuore di Manhattan dove nascono idee e si concludono affari. Tra i suoi membri ci sono: Irwin Simon - amministratore delegato di Hain Celestial Group, Nathan Myhrvold - CEO di Starbucks e Howard Schultz - ex chief technology officer di Microsoft. Questo club può vantare una collezione d’arte dei principali artisti contemporanei - tra cui Andy Warhol, un ristorante gourmet gestito dal “nostro” Davide Venturini, una palestra, una spa all’avanguardia e l’Institute of Skinovation, dotato dei sistemi più avanzati per l’anti-age e la cura della pelle. Per concludere, ci sono quattro suite al piano superiore e un cinema che ospita screening privati o talk animati da personaggi del calibro di Jeff Koons. La quota d’iscrizione è di 50mila dollari, all’anno. Nel 2020, il Core aprirà una succursale europea, a Milano.

Silencio Club, Parigi

Aperto nel 2011, in pochi anni è diventato il club più esclusivo della capitale francese. Si trova a pochi passi dalla Borsa, in uno storico palazzo ex sede di riviste come L’Humanité e L’Aurore. Progettato da David Lynch, il Silencio accoglie artisti d’élite e la mondanità più glam: stilisti, scrittori, musicisti, attori. S’organizzano eventi e serate di nicchia - come i party di Hermès, Chanel, Balenciaga o Kanye West. Dopo aver superato sei rampe di scale si giunge in un sotterraneo dove c’è l’ingresso ufficiale per un’immersione nell’inquietante e visionario mondo del cineasta americano. L’ambiente richiama, attraverso ogni dettaglio, l’omonimo club della sua pellicola Mulholland Drive tra tunnel labirintici rivestiti di legno dorato, mobilia realizzata su misura dagli artigiani Domeau & Pérès, soffitti specchiati, opere d’arte e pareti di marmo ricomposto. Uno spazio di 700 metri quadrati che ospita anche una galleria fotografica, un’area privata, un fumoir, due bar, un cinema, una biblioteca e un palcoscenico su cui si è anche esibita di recente Lana Del Rey. La quota per i membri? Tutto sommato abbordabile: 1680 euro per l’iscrizione e un migliaio all’anno per rinnovarla.

White Club, Londra

La reputazione d’esclusività di questo club londinese era già rinomata negli anni successivi alla sua fondazione, avvenuta nel lontano 1693. La lista d’attesa per entrare a farne parte è molto lunga e quando arriva il proprio turno è comunque necessario ricevere l’approvazione da almeno trentacinque dei suoi membri. Il principe Carlo e suo figlio, il principe William, ne sono soci. C’era anche l’ex primo ministro David Cameron, che però ha deciso di non farne più parte, vista la scelta del White di non ammettere le donne in alcun modo. L’estrema riservatezza del club non ha mai lasciato trapelare quale possa essere la quota da pagare per l’iscrizione.

The Carnagie Club, Dornoch

La location è unica: questo club si trova nel prestigioso Skibo Castle, nel cuore delle Highlands scozzesi. Fu fondato alla fine del XIX° secolo da Andrew Carnegie, industriale e filantropo americano, che non badò a spese trasformando questa proprietà di 8mila acri in una sorta di parco giochi super esclusivo. Qui, nel 2000, si sono sposati Madonna e Guy Ritchie. Oggi vanta, tra le altre amenità, un campo da golf e una spa. La tassa annuale è di 8mila sterline, l'iscrizione di 25mila. Il club è composto da oltre trecento membri tra cui importanti amministratori delegati, magnati dell’industria petrolifera e aristocratici. 

Capital Club, Dubai

Situato nel quartiere finanziario della città, è il luogo d’incontro dei principali uomini d’affari di Dubai. Per iscriversi è necessario essere invitati. Il Capital afferma con orgoglio d’aver visto siglare, nelle proprie sale, numerosi accordi commerciali di grande importanza. Ne fanno parte finanzieri, alti funzionari, dirigenti, amministratori e fondatori di società che operano su scala mondiale, che come membri hanno diritto a benefits e vantaggi di ogni genere. Il club ospita un ristorante rinomato e una cigar room con una selezione di circa cento marchi di sigari, un centro benessere, una galleria d’arte, un rooftop bar e quattro lussuose suite con servizio di maggiordomo 24/7. Le quote esatte per l’iscrizione e la fee annuale sono sconosciute, ma si mormora che le cifre siano molto simili a quelle richieste dal Core Club di New York.

Roppongi Hills Club, Tokyo

Situato al 51° piano della Roppongi Hills Mori Tower, a Tokyo, questo club a dir poco esclusivo offre sette ristoranti, due bar e spazi comuni dove organizzare eventi e riunioni. La quota annuale è di circa 2mila dollari, mentre in fase d’iscrizione ne vengono richiesti circa 12mila. Naturalmente, per essere accettati è necessario superare un severo processo di screening che comproverà la vostra caratura sociale, in modo da garantire la sicurezza di tutti gli altri membri durante la vostra permanenza.

E in Italia? Da noi, i club ufficiali - che non vanno confusi con i salotti, romani e non, dove spesso si decidono le sorti del Bel Paese - sono unicamente quelli riconosciuti dall’Unione Circoli Italiani e sono meno di venti. Il più antico è il Circolo degli Uniti di Siena, con la sede che si affaccia fin dal lontano 1657 su piazza del Campo, posizione strategica per seguire il Palio.

Il più esclusivo? Il Circolo della Caccia di Roma: leggenda narra che respinse l’adesione dell’imprenditore e collezionista Paul Getty, perché al circolo si entra unicamente potendo vantare quattro quarti di nobiltà.

Nella capitale meneghina, invece, gli indirizzi sono tre. Il primo, fondato nel 1783, è la Società del Giardino che conta a oggi cinquecento iscritti, solo uomini, per la maggior parte imprenditori e liberi professionisti. È celebre il suo sontuoso Salone d’Oro, dove ogni anno si tiene il consueto Ballo delle Rose, a giugno, uno tra gli eventi più esclusivi e attesi.

Sempre a Milano c’è il Clubino, con quasi 120 anni di storia e più di cinquecento soci, anch’esso per soli gentleman: è il circolo dei grandi dell’economia italiana, come Barilla o Tronchetti Provera. Le donne sono ammesse solo come ospiti, mentre è vietato in ogni caso l’ingresso alle sale con cellulari, borse o valigette. Sito internet? Figuriamoci.

Infine il Circolo dell’Unione, ritrovo storico della nobiltà meneghina, fondato nel 1841 e frequentato, solo per citare alcuni nomi dai Borromeo, dai Visconti di Modrone, dai Falck e dai Pirelli. Come si entra? Chiedere – o pagare – non serve: solo gli attuali soci, circa seicento, possono eleggere i futuri.