Le novità più importanti del SIHH 2019

A metà gennaio, come consuetudine, si è conclusa la ventinovesima edizione del Salon International de la Haute Horlogerie (SIHH), il primo grande appuntamento che ogni anno presenta a Ginevra tutte le novità dell’industria del tempo.

L’evento ebbe inizio nel 1991. Allora i brand che esponevano erano solo cinque: Baume & Mercier, Cartier, Piaget, Gérald Genta e Daniel Roth. Lo show occupava circa cinquemila metri quadri nel Palexpo di Ginevra. Oggi dura una settimana e dal 2011 ha ampliato i propri spazi espositivi fino a trentamila metri quadri.

I dati 2019 parlano chiaro: oltre ventimila presenze, un’affluenza aumentata del quindici per cento rispetto allo scorso anno, con clienti finali  e personaggi influenti che si sono aggiunti ai consueti addetti ai lavori. Quest’anno il Salone di Ginevra ha aperto le porte anche all’informazione online in tempo reale; una grande rivoluzione che, aggiungendosi alla carta stampata, ha saputo generare quasi quattrocentomila post e oltre duecentocinquanta milioni di impression. 

Tutto questo mondo orbita circolarmente attorno alle novità di prodotto e alle tendenze dell’anno a venire, che sembrano puntare sul vintage, sui quadranti colorati, sull’innovazione tecnologica e di design, con le complicazioni meccaniche a far da padrone. Le maison più prestigiose hanno cercato di rifarsi al proprio patrimonio e ai propri codici, senza mai snaturarsi. Qualche caduta di stile si è vista, i guizzi figurativi non sono stati epocali, ma l’appassionato di segnatempo ha trovato tante pregevoli realizzazioni con cui deliziarsi. Vogliamo segnalarvi le più importanti.

Hanno aperto le danze Girard-Perregaux e Jaeger-LeCoultre. L’azienda di La Chaux-de-Fonds ha presentato il Bridges Cosmos: è caratterizzato da due globi completi, celeste e terrestre, con i segni dello zodiaco che sfilano a turno, mentre la terra compie la sua rotazione quotidiana. La casa di Le Sentier, invece, ha introdotto sul quadrante del suo Master in oro bianco un impeccabile regolatore di marcia tourbillon. Sempre parlando di complicazioni, concludiamo con Vacheron Constantin, che ha inserito un calendario perpetuo all’interno della cassa sportiva Overseas, per l’occasione realizzata in oro e con quadrante traslucido blu.

Il Code 11.59 di Audemars Piguet, automatico in oro bianco, vuole essere la nuova icona del brand dopo il leggendario Royal Oak. A causa del difficile compito che gli è stato chiesto di svolgere ha ricevuto giudizi contrastanti dagli esperti del settore, ma tutti concordi all’unanimità nel ritenerlo comunque nuovo cardine di un grande progetto orologiero, in grado di sottolineare con armonia l’estetica dell’orologio contemporaneo d’alta gamma e tradizione.

Cartier e A. Lange & Söhne hanno attinto alla loro celebre storia, rivisitando il Santos e il Lange1, flag product rispettivamente della maison transalpina e della manifattura con sede a Glasshütte.

Baume & Mercier ha aggiunto nuove interessanti varianti alla collezione Baumatic, lanciata con successo lo scorso anno. Tra le novità c’è anche un calendario perpetuo. La casa è inoltre tornata a creare interessanti orologi femminili che ha evidenziato all’interno della linea Classima.

Un’influenza di stampo militare ha invece illuminato, sia a livello di tinte che di design, le più recenti produzioni di Montblanc e Panerai, rispettivamente in campo con l’automatico Collezione 1858 in bronzo e con il subacqueo Submersible in fibra di carbonio. Idem per IWC, le cui serie Spitfire, Top Gun e alcune edizioni speciali sono state dedicate all’ampliamento della linea Pilot, collezione che da oltre 80 anni va a punzecchiare gli animi di tutti gli amanti del volo.

Ulysse Nardin, casa di Le Locle, ha presentato dieci orologi realizzati in collaborazione con Milo Manara. L'artista ha creato dieci illustrazioni che raccontano l'amore saffico tra una donna e una sirena: una serie che la maison ha riprodotto usando la micropittura su orologi in edizione ultra limitata.

Per la prima volta dopo parecchi anni, Richard Mille ha presentato al Salone delle novità non legate al mondo dello sport o dei motori e lo ha fatto con la sua tipica stravaganza espressiva. Questa volta il brand si è ispirato con divertimento alla dolcezza, richiamata dal nome della nuova collezione - BonBon - e dai suoi colori: gli orologi nelle linee Sweet e Fruit hanno finiture e decorazioni a mano che richiamano esplicitamente il mondo dei dolciumi.

Roger Dubuis, invece, nel mondo dell’automobilismo è entrato con il pedale dell’acceleratore completamente a fondo, esibendo un segnatempo automatico in titanio dalle linee molto aggressive chiamato Huracán e dedicato all’omonima supercar della casa di Sant’Agata Bolognese fondata nel 1963 da Ferruccio Lamborghini.

Alle dodici proposte messe in evidenza dalle altrettante maison, aggiungiamo infine una chicca, che sarà sconosciuta ai più e che consigliamo di approfondire: la casa fondata da Monsieur DeWitt aristocratico, imprenditore e discendente di Napoleone Bonaparte - ha esibito un solo pezzo, ma è un pezzo di altissima orologeria artigianale e a tratti visionaria. Si chiama Academia Hour Planet e nella sua cassa da 46mm in titanio racchiude 26 micro gioielli e 428 componenti.