Robo-advisor: c’è da fidarsi?

Sul web chiediamo consigli e compriamo beni e servizi di tutti i tipi. O quasi. Siamo più riluttanti ad acquistare su internet consulenza automatizzata sul risparmio (effettuata dal robo-advisor) e i prodotti finanziari. Come ha rilevato la Consob in una sua recente indagine sul fintech, la maggior parte dei robo-advisor attivi in Italia contano meno di 50 clienti. Il problema principale è la mancanza di fiducia da parte di questi ultimi. Quanto è giustificata?

La lotta tra uomo e macchina  

Il conflitto tra uomo e macchine permea la storia: dal luddismo dell’Ottocento alla paura odierna che i robot ci rubino il lavoro. Anche i robo-advisor ne risentono: i consulenti finanziari in carne e ossa temono di essere soppiantati dai software di roboadvisory e i risparmiatori non si fidano a lasciare i loro risparmi in gestione a un programma. In realtà, dietro i robo-advisor, ci sono comunque le persone. Non si tratta solamente di informatici, ma soprattutto dei gestori di portafoglio, che prendono le decisioni sugli investimenti dei clienti, esattamente come fanno le società tradizionali di gestione del risparmio. L’innovazione principale sta nella modalità digitale di fruizione della consulenza. Gli algoritmi offrono in questo senso un servizio migliore, ma non si sostituiscono mai completamente alle persone. Bisogna però considerare anche che un servizio online ha poi l’enorme vantaggio d averlo sempre disponibile: 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza vincoli logistici.

Il contatto umano

Per molte persone è difficile parlare dei propri soldi e di finanza con un consulente finanziario, ma è ancora peggio esplicitarle su un sito web. Se non hai le idee chiare su cosa vuoi dai tuoi investimenti (integrazione al reddito della pensione, accumulo di un capitale per un acquisto futuro, per l’istruzione dei figli ecc), rischi di dare input scorretti ai robo-advisor, che come output potrebbero restituirti dei portafogli non adeguati a te.

Se le cose si mettono male, hai bisogno di spiegazioni, rassicurazioni o di confrontarti semplicemente con qualcuno. Lo stesso accade quando i mercati calano o crollano, anche perché subentra il panico di perdere i soldi faticosamente risparmiati. I robo-advisor da questo punto di vista sono più carenti: non potranno prenderti per mano e spiegarti perché i mercati stanno andando male. Potranno al massimo inviarti una nota sui mercati e sulle mosse per tutelare il tuo portafoglio. Ma questo difficilmente potrà tranquillizzarti come una spiegazione faccia a faccia.

La paura del digitale

La “fobia del roboadvisor” spesso è figlia di un’altra paura: quella del digitale, soprattutto se legato ai nostri soldi. Pochi si fanno problemi a postare le loro foto su Facebook, magari specificando anche in diretta dove si trovano e con chi. Molti però hanno paura a pagare o trasferire denaro tramite il web. Siamo la patria dei contanti, del resto: nel 2017 l’86% delle transazioni è avvenuto in denaro, contro una media europea del 74%, rileva l’ultimo rapporto dell’Osservatorio community cashless society di The European House – Ambrosetti. C’è poco da stupirsi che siamo riottosi a investire tramite internet o app.

Se costa poco, vale poco

Quando non conosciamo qualcosa, o vogliamo fare bella figura, spesso compriamo il prodotto più caro. Il prezzo alto ci sembra una garanzia della sua bontà. In finanza, i costi più alti comprimono i rendimenti, pertanto scegliere il prodotto più caro non è una buona strategia per guadagnare di più, anzi. I bassi costi di gestione degli investimenti dei robo-advisor sono quindi un vantaggio. Questi costi non dipendono da una pessima qualità del servizio, bensì dal fatto che i costi di struttura sono più bassi, dal momento che i robo-advisor investono solitamente in Etf (tra gli strumenti meno costosi sui mercati), hanno delle strutture più snelle e non devono pagare la rete distributiva dei prodotti presenti in portafoglio. Sempre restando in tema di costi, i roboadvisor li esplicitano in modo chiaro, a differenza della consulenza tradizionale.

I timori legati alla fiducia nei confronti dei robo-advisor paiono ingiustificati: si tratta di strumenti sicuri e trasparenti, che consentono una forte riduzione dei margini e quindi ampiamente più economici della consulenza tradizionale. Tuttavia, prima di iniziare ad usare questo tipo di consulenza automatizzata, avrai bisogno di esaminare attentamente le condizioni e capire quale fa maggiormente al caso tuo e avere chiari i tuoi obiettivi di investimento. Per chi è ancora fortemente legato all’affidabilità dell’interazione umana, l’alternativa è quella di scegliere le banche o le reti di consulenza che affiancano al robo-advisor un consulente finanziario fisico.